l'espresso per Milano

Pubblicato il da antonio sassano

Una volta quando noi meridionali prendevamo il treno per raggiungere una città del nord viaggiavamo solitamente di notte. I treni solitamente pieni sopratutto in seconda classe ,diventavano impossibili nei periodi a ridosso delle festività, spesso si passava tutta la notte in piedi nei corridoi appiccicati come sardine ,se si era fortunati si poteva sperare in un improbabile cambio a sedere in uno di quei seggiolini a scomparsa nei corridoi, con un passeggero gentile, o stanco di scostarsi continuamente al passaggio della gente di tutte le misure e con ogni specie di bagaglio scatoloni compresi.Era uno strazio ad ogni stazzione  chi scendeva e chi saliva, con tutta la casa dietro < una volta ho visto un uomo che si faceva largo nel corridoio portando in alto quasi fosse un trofeo un fornellino a gas ,quelli smaltati di bianco che nei primi anni 60 avevamo nelle case >. Fu in uno di quei viaggi che feci verso la città di Milano ,il più difficile per via del sovraffollamento, che un signore, distinto nell'aspetto ,capelli bianchi e barba colta , forse un po infastidito dai discorsi sconnessi ,dai comizi improvvisati e dalle imprecazioni della gente  contro i governanti di turno, mi disse :- Se questa gente dovesse votare appena scesa dal treno , credo che voterebbe per la più feroce delle dittature. A volte ripenso a quel signore e a quel suo pensiero. Appunto oggi. A.S.

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