Pasqua

Pubblicato il da antonio sassano

Pasqua

Dopo il caffè,esco in giardino a fumarmi una sigaretta. Ci vuole. Il pranzo di questa insolita Domenica di Pasqua è stato alquanto veloce, io e la mia anziana mamma e la TV in questo klingon di notizie che parla  alla fine soltanto di covid 19. Tanto il tempo per pensare,troppo, riporta ricordi del passato, rimpianto per cose mai dette, mai fatte.C'è tanta calma intorno. Troppa, irreale, tragica solitudine di tutti e di ognuno, schiavi di un morbo ivisibile e perverso che ci costringe a fermarci e di colpo quasi ci accorgiamo che le cose non dipendono tanto da noi  che anzi queste vanno pure se non meglio, senza di noi. Questo pensiero mi risveglia un ricordo,l'angoscia dall'infanzia, quando temevo d'esser lasciato indietro e allora si correvo, accelleravo guardando avanti.Forse il problema è questa umanità, non cresciuta a sufficienza, da  avere una visione del mondo cosi egocentrica da pensare che tutto corre con noi. Casomai siamo noi a correre col tutto. E, se noi ci fermiamo, ogni cosa prosegue anche senza di noi.
Forse questo involontario fermo ci costringe a riflettere, e seppure nella tragedia, questa è una gran cosa.
Mi fumo con calma la mia sigaretta, il cielo è sereno, caldo, la striscia di mare e le Tremiti all'orizzonte. In giardino sono fioriti i tulipani e anche le rose accennano a sbocciare,è la primavera che va avanti, incurante.
Campomarino Dmenica di Pasqua 2020.

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