quell'anziano signore

Pubblicato il da antonio sassano

Ci sono cose nella vita che possono essere comprese, altre possono essere solo condivise o discusse ,altre invece per la dimensione ad oggi incomprensibile al genere umano non conviene nemmeno approfondirle.Toccare certi argomenti a cui non si sa dare una spiegazione, fenomeni coincidenze mistero a noi sconosciuto che può sprigionarsi nella nostra mente facendo apparire reale ciò che non è ,e che diventano certezza per un uomo di fede. Non so spiegarmi il perchè certe cose accadono, se sono solo fantastiche coincidenze o cosa e non ho neanche la certezza di mia madre quando dichiara con disarmante naturalezza la sua verità. Dopo tanto tempo oggi mi sento di poter raccontare un episodio accadutomi senza la pretesa di essere creduto o alcun tentativo di spiegazione razionale o quant'altro. Era un tardi pomeriggio di fine Luglio, la giornata era stata caldissima e lo scirocco a quell'ora era piuttosto gradevole la all'ombra del gazebo del Sangrillà sul corso principale di Campomarino lido. Ero seduto ad un tavolo in compagnia di Mario e Mimmo, amici di sempre. Il giovanissimo cameriere stagionale del più frequentato bar del lido ci aveva servito della vodka al limone. Era questa una bevanda molto alla moda in quel 1990, la si trovava di tutti i gusti, al limone ,al melone ai mirtilli e via scorrendo, veniva servita in bicchierini ghiacciati che sembravano più dei piccoli misurini con un piccolo manico e una sbavatura larga sull'orlo, quasi di un bianco opaco per dia della brina ghiacciata  e sembravano fumare per il contrasto di temperatura. Oltre il marciapiede , sul vialone chiuso al traffico nel pomeriggio fino alla mezzanotte per permettere ai villeggianti di muoversi con più tranquillità un via vai di gente di tutte le età. Donne ,bambini dai più variopinti costumi che tornavano dai lidi, chi faceva compere nelle bancarelle di venditori di libri usati, altri si fermavano a curiosare trà le bancarelle dei marocchini piene di cose in'utili  "secondo Mario " o dai senegalesi con le loro sculture e maschere di legno. Qualcuno contrattava riproduzioni di qualche pittore famoso o dipinti di promettenti firme dell'arte contemporanea, molti semplicemente passeggiavano perdendosi nella spensieratezza della meritata vacanza.Anche io mi ero rilassato e perso in mille pensieri sorseggiando la mia vodka, Mario e Mimmo invece discutevano del campionato mondiale di calcio appena concluso e delle prodezze di Maradona quando improvvisamente trà la gente un signore anziano attrasse tutta la mia attenzione.Camminava a passo sicuro lungo l'argine del marciapiede e di mano in mano che avanzava in direzione della nostra postazione la mia attenzione verso di lui diventava sempre più interessata. Incredibile, la sua somiglianza a mio nonno, come o forse più di un fratello gemello, un sosia. Anche il suo passo, la sua misura era perfettamente identica, la schiena dritta, il viso scarno ,gli occhi scuri così come il vestito che indossava su una candida camicia bianca ,la cravatta scura e l'inmancabile cappello nero. Era ormai a pochi passi da me ed io continuavo a guardarlo sbalordito e allo stesso tempo affascinato dalla somiglianza al nonno.Lui mi vide, si accorse che lo stavo osservando, mi guardò negli occhi, mi fissò e mi parve con un aria interrogativa, allora abbassai gli occhi e mi vergognai. Ero frastornato, rimasi per qualche secondo senza fiato e sentivo il cuore in lieve accellerazione.Rividi il nonno quando la domenica mattina mi portava in chiesa tenendomi per mano e quando orgoglioso del suo primo nipote che rinnovava il suo nome e lo stesso cognomee mi portava con se in piazza o al circolo della "Società Operaia " - lui è Antonio mio nipote- diceva fiero ai suoi amici. Mi voleva un mondo di bene. Improvvisa mi venne la voglia di rivedere quell'uomo sia pure per un ultima volta. Mi alzai dalla sedia , mi voltai per seguirlo ma non lo vedevo più, pensai che ava girato l'angolo del palazzo corsi a vedere ma niente, forse era entrato in uno dei portoni al lato dello stabile pensai e deluso tornai a sedermi al mio posto senza dire niente. A cena raccontai divertito quello che mi era accaduto a mia mamma. In un primo momento mi era parsa interessata al mio racconto ,poi improvvisamente sbiancò, bevve un sorso d'acqua mi guardò e con voce calma ma che rivelava un leggero tremolio disse convinta - è venuto a farti visita, si tuo nonno è tornato per vederti. Sai che giorno è oggi?  è il 26 Luglio, lo stesso giorno 24 anni fà tuo nonnomoriva. Improvviso mi tornà in mente il nonno sul letto di morte, con il vestito scuro la camicia bianca la cravatta e il cappello nero quella volta appoggiato sulle ginocchia. Rabbrividii, non ero spaventato. In un certo senso ero contento di aver avuto l'opportunità di rivedere il nonno sia pure solo attraverso la sconcertante somiglianza di quell'anziano sconosciuto che vidi quel pomeriggio giù al lido. Finii di cenare in silenzio, non ne parlammo mai più

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:

Commenta il post