Catalogna e democrazia

Pubblicato il da antonio sassano

Catalogna e democrazia

Democrazia… questa parola, in sé, ha significato, nella storia, tutto e il contrario di tutto, per cui sarebbe bene, ogni volta, contestualizzarla nel particolare periodo storico. Oggi vuol dire democrazia rappresentativa, cioè democrazia del numero (uno schieramento politico vince le elezioni col tot per cento, dunque la vittoria la decreta un numero. Questo valore non definisce nacessariamente un vero contenuto politico anche perchè è quasi sempre minoritario rispetto alla totalità degli aventi diritto. Del resto è  sempre accaduto che un numero più ristretto ,comunque quasi sempre minoritario  rispetto alla totalità dei cittadini, che ha fatto la storia perché si mobilita, scende in piazza, insorge, si fa carico di responsabilità universali.Nella democrazia rappresentativa la gente si reca alle urne (unico suo momento espressivo) e stabilisce, dividendosi a sua volta in maggioranza relativa, opposizione e astensione, il vincitore politico del momento. Questo, insomma, è il tipo di democrazia che ci siamo dati, con tira-e-molla e temporanei balzi indietro nella storia, da circa due secoli a questa parte.Ora mi chiedo che senso ha dire che è nullo il referendum in Catalogna perchè non ha votato la totalità dei suoi cittadini? Può Rajoy e il suo governo che esso stesso rappresenta una minoranza di elettori Spagnoli  destituire il governo di quella regione democraticamente eletto e arrestarne i dirigenti ? E per quale principio democratico  l'Europa non deve riconoscere un popolo con la  sua cultura, la sua lingua, la sua etnia che si è espresso democraticamente e pacificamente per la sua autodeterminazione? 

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