stanchezza morale

Pubblicato il da antonio sassano

stanchezza morale
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stanchezza morale

Campomarino 30 Agosto.   Mi son preso qualche giorno tutto per me. Sono al mare, sono insieme a Michelangelo, un'amico di vecchia data che vive a Milano ma che solitamente trascorre le vacanze in paese. E' anche per la sua insistenza se oggi sono  al mare. Pomeriggio di fine Agosto ,il mare è calmo , cammino sulla battigia. Sono tanto stanco. Non è quella stanchezza fisica che tonifica e predispone ad un sano riposo,è pittosto 
 una stanchezza morale. Il cervello si rifiuta di pensare e tende a voler dimenticare. Devo, voglio difendere questa mente che è rimasto il mio unico bene.
Perdere tutto, saper rinunciare a tutto, l’ho già fatto ma non posso rinunciare ai miei pensieri alternando chiarezza e vuoti, mi impressiona troppo, preferirei non vivere più. Il mio unico e solo desiderio in questo momento è il bisogno di stabilità.Il mare oggi è bellissimo, l'acqua è limpida come non la vedevo da tempo. Michelangelo mi fa cenno di entrare in acqua, nuotando stà per raggiungere gli scogli. E' da stamattina che trà una battuta e un caffè prova ad incoraggiarmi e a non abbandonareil rapporto con colei che per molto tempo ha affiancato la mia esistenza e che mi ha indotto a vivere in una perenne provvisorietà, mentre io vorrei non provare più questa sensazione di provvisorio che non mi ha permesso e non mi permette di dare ordine alle mie cose così come pure ai miei pensieri.Non giova e non è salutare camminare insieme come due compagni inseparabili che non si amano ma non si allontanano e la mancanza di coraggio di queste due esistenze fa si che non riescono a staccarsi.Ma ora veramente comincio a provare disagio, stanchezza, desiderio di essere abbandonato dall’incertezza del poter vivere serenamente quest'ùltima parte della mia esistenza.Ma questo il mio amico non lo sa. Lui cerca solamente di aiutarmi. 

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