Pizzia

Pubblicato il da antonio sassano

Pizzia

Kardamilli  Grecia  Agosto 1986.      Si scioglieva i capelli e rideva, rideva di quel sorriso che mi era fatale per quel largo nel cuore che riusciva a dilatarmi. Quel riso si faceva largo con la luce del mattino, col passo che solo lei sapeva muovere verso le sue fessure nascoste. Le spalle radiose, cadevano fluttuanti fra i riccioli morbidi di quel nero setoso. Parlava, parlava, raccontava di niente, e io niente ricordo,pareva che quelle labbra muovevano l'aria intorno al solo scopo d'incantarmi, e, le sue mani parevano farfalle che in un mattino d'estate s'attardavano ora su un asola, ora sciogliendo un nastro trà i capelli, ipnotizzandomi con lo sguardo in una danza spoglia di astuzia a pensiero sciolto.Quanto era bella alla luce di quei sui vaghi pensieri.Cosa diceva? Che darei per ricordare o aver compreso una sola di quelle sue parole,per far rinascere quelle gesta che non ho mai dimenticato,un ricordo che si perde nel tempo e che ,forse riapparirà,in una notte felice,devastante.

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