il temporale

Pubblicato il da antonio sassano

il temporale

E' tardo pomeriggio la pioggia bussa incessantemente da ormai un paio d'ore e gli alberi ,schiaffeggiati dal vento paiono esausti. Guglionesi il paese visibile in tutto il suo profilo nel dietro della nostra casa e il campanile che buca quel cappello di nuvole di un grigio torvo ancora pieno d'acqua pare scherzare con il vento, suo fratello di avventura.E' impressionante osservare con quale impeto la natura si prepara ad accogliere un temporale che si annuncia di una insolita intensità.- Questa notte non dormiremo -  mia mamma sussurra con un filo di voce,così flebilmente quasi a voler scongiurare l'ansia e la paura di un possibile fenomeno estremo. Di questi tempi la cronaca e i TG sono zeppi di questi racconti tanto che ogni volta che un fenomeno o più semplicemente un temporale decide di passare dalle nostre parti vedo la mia anziana mamma presa da una strana angoscia fino a qualche anno fa a lei sconosciuta.Nei miei ricordi durante il temporale la rivedo indaffarata in cucina canticchiando un vecchio motivetto, le cui note  si tessevano di certo nella sua spensierata gioventù ,e il temporale pareva non interessarla più di tanto.""Come può restare così tranquilla""  mi chiedevo allora, ripensando  a tanto tempo fa quando bambino  ero io ad avere paura del temporale ? Intanto i miei occhi continuano a scrutare il campanile, ora splendente in tutta la sua autorevolezza nell'unico spazio di cielo libero che da questa visuale posso scorgere, e nell'oscurità cupa, torva e paurosamente avvolgente ,cerco di cogliere quei fragori luminosi che il tuono porta con se prima della sua rabbiosa e rumorosa esplosione.Controllo che le finestre siano ben chiuse e abbasso le persiane con la speranza che mamma non avverta i bagliori ma,puntualmente questa mia speranza si rivela vana, la luce ramificata del fulmine esplode in tutta la sua intensità rischiarando la sera. 
 Così passano gli ultimi giorni di un inverno sostanzialmente mite quanto malinconico, malinconoia come diceva Masini, la vita scorre di corsa, seguendo l'alveo e inconsapevolmente anche il pensiero è appannato in queste giornate di pioggia.

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