PD è tempo di ricominciare

Pubblicato il da antonio sassano

firma della Costituzione della Repubblica Italana

firma della Costituzione della Repubblica Italana

A pochi giorni dalla  batosta inferta dagli elettori al referendum Renzi -Boschi da lui trasformato in un plebiscito su se stesso, credo sia giunto il tempo di ricominciare non dalle visioni ""lisergiche"" di un ragazzotto con problemi di ipertrofia dell’ego e dei suoi camerieri leopoldini,  ma dalla necessità di allontanare il dimissionario Renzi al più presto anche dalla segreteria del PD se si vuole un partito vagamente di sinistra in Italia.E via subito anche i suoi uomini nei posti chiave, per evitare che un potere perdente si aggrovigli alle strutture e faccia ulteriori danni. Il paese che si voleva “velocizzare” ha perso un anno intero dietro alle inconcludenze  di una sedicente classe dirigente, la più mediocre che si sia mai vista,la Boschi non vale la pena neppure menzionarla. “Non credevo che mi odiassero così tanto”dice all'indomani Renzi, ma come poteva essere altrimenti, tutta la sua narrazione  disegnava scenari inesistenti di sorti luminose e progressive per coprire una realtà di crisi e sofferenza. Un leader che parlava solo coi i suoi servi, che  ha visitato solo le fabbriche degli amici finanziatori e non quelle in crisi, che ha delegittimato sempre l’avversario, perdendolo per sempre, trasformandolo in un nemico,  prima erano  gufi, poi rosiconi. Irridere i lavoratori e i sindacati è stato il suo esercizio dall'inizio,  pronto a sposare una modernità da startup un po’ pirata con il mito della velocità che trasforma i diritti in zavorre e le regole in fastidiosi condizionamenti.E ancora, precariato alle stelle, lavoro mortificato, tasse mascherate, bugie vergognose, tagli alla sanità. Questo è stato il  renzismo, tutto  il contrario di quello che narrava con le sue favolette.Per questo la gente non gli ha creduto più , si è recata ai seggi in tanti come non accadeva da anni per votargli contro.Un NO  al 51 per cento sarebbe stato un “no grazie”, al 55 un “No, e piantala”, al 60 è un “No e vaffanculo” . L’idea di poter perdere i propri voti di sinistra (spacciando quella perdita per modernizzazione) perché tanto arrivano quelli di destra si è rivelato un calcolo sbagliato ,e poi  speculare per anni sui giovani a cui a suo dire le generazioni precedenti “rubano il futuro” e poi essere votati solo dalle generazioni precedenti e non dai giovani non ha pagato, ha messo solo in circolo  veleno e guerra tra generazioni e perso pure quelli.E ancora sostituire diritti con regali,elemosinare voti e consenso con il peggiore clientelismo possibile " vedi De Luca " continui pellegrinaggi trà gli amici nel cosentino, favori a banchieri e mercati, occupando il potere in ogni angolo pensando forse che la gente non se ne accorgesse è stato Il fallimento politico del renzismo. Fallimento clamoroso, il crollo indegno di un disegno che il paese non vuole. L'idea del  partito della nazione e l'idea di  una macchina statale più veloce e controllabile per favorire “la velocità dell’economia”, significa piegarsi a regole decise nei consigli di amministrazione e non dalla politica e dalla democrazia.Tutto questo non va bene, e infine la gente  ha deciso  che in questo  tempo di incertezze mettere mano sulla  la Costituzione può essere pericoloso,è cosa seria che può essere riformata ma non stravolta per il plebiscito di un singolo. 

Con tag POLITICA

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:

Commenta il post