sotto il lampione

Pubblicato il da antonio sassano

sotto il lampione

Una volta nell'angolo della piazza di fronte al palazzo baronale la dove inizia il muretto che separa la stessa dalla strada c'era un lampione, confidente di tutti i segreti e le pene di quei paesani che alzavano un po il gomito e per smaltire la sbornia prima di rientrare a casa e ,nottetempo vi si fermavano a parlarci. Egli sembrava contento, in fondo solo codesti temporanei “diversi” lo notavano. Faceva luce loro e rischiarava le loro facce rosse con i nasi paonazzi. Ascoltava le loro confidenze nel silenzio nebbioso e ne condivideva il pianto con le gocce d’umido che su di esso scivolavano. Una volta mi ci fermai anche io. Era verso le 23 di una tarda sera d'inverno. Avevo un po’ alzato il gomito nel bar di Emidio li accanto. Faceva freddo e le foglie volavano via con la mia voglia di vivere. -Addio piccole foglie – dicevo a quelle che volavano via dagli alberi e mi vorticavano intorno.Una mia storia d'amore era finita. L’avevo vissuta una intera estate ed ora se ne era andata così come la calda stagione. Ora sono quì,continuavo, che brancolo nel freddo e nel buio più profondo. Fu allora che urtai nel palo ,il lampione si accese mi fece luce verso l'automobile, e tornai a casa.

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