non è più tempo di favole

Pubblicato il da antonio sassano

non è più tempo di favole

Non ho più voglia di confrontarmi ne di controbattere, non racconterò nulla ,non canterò ,non terrò comizi al bar come una volta,ma, non posso attenermi alla favola dei nostri musicanti.E' vero,le favole sono finite,le favole delle città e degli Stati e tutte le favole politiche quelle utopistiche,filosofiche,finite, non c’è più il mondo degli ideali, l’Europa, la favola più bella, è morta, ecco la verità e la realtà. La realtà, come la verità, non è una favola e mai una favola è stata verità. Ancora cinquant’anni fa l’Europa era tutta un’unica speranza e l’Inghilterra era un mondo di favola. Ci sono ancora molti che vivono in quel mondo di favola, però vivono in un mondo morto e sono anche loro dei morti, chi non è morto vive, e non nelle favole,costui certamente non è mai stato una favola. Vivere senza ideali è più difficile, perciò è così difficile vivere nel XXI secolo, ormai ci limitiamo a esistere, semplicemente viviamo, nessuno sogna più, ci limitiamo a tirare avanti. Avanti dove? Io vengo da un'idea, lo so, e faccio fatica a comprendere, sono spaventato e consapevole della necessità di un passo avanti. La differenza tra prima e adesso e l'aghiacciante terreno del nuovo corso, l'immane materiale della nuova umanità e della nuova emozione di natura e della natura innovata mi inquieta.Nel nostro paese sento che mai come in questo momento la parola democrazia si presta all'ambiguità e certi politici di primo piano mettono questa parola in cima , quasi un plagio per sfruttare il popolo.E non è solo per colpa del nostrano regime politico ma anche nostra, di noi cittadini,e nonostante l'incombenza di una letale spada di Damocle siamo ogni giorno più incapaci di opporci e di difenderci. Assumendo come verità, la verità che più ci eccita e ci piace, noi rinneghiamo l’intelligenza.Dove è finita la democrazia che prevede il popolo quale massimo protagonista? Se il popolo se ne lava le mani o si mette a presumere delle assurdità, la democrazia si trasforma in un regime ambiguo che punta a sottomettere lo stesso popolo e a inculcargli convinzioni, linguaggi, logiche e atteggiamenti che lo rendono politicamente perdente e ininfluente.Si è creata una convinzione che vede il popolo incapace di suggerire azioni di rivalsa politica efficaci, ma anche una mentalità che dissacra tutto. Una democrazia falsa e deviata come quella all'italiana lascia scorrazzare chiunque dove vuole, ma crea dei girovaghi che cedono all’apatia e altri che s’illudono di trovare spazio nell’arroganza della presunzione.Da una parte vediamo le nostre istituzioni ingorde e ormai nemiche del popolo, mentre dall’altra l’orribile trappola dell’inconcludenza.In quest’assurda contingenza, qualsiasi cosa può essere infangata, denigrata e offesa, perché ci mostriamo incapaci di riorganizzare anche le più elementari forme di reciproco rispetto e di riformare le regole di una convivenza pacifica e democratica. In questo contesto ci accingiamo a votare il referendum che ha la pretesa di modificare oltre quaranta articoli della nostra Costituzione di cui la stragrande maggioranza dei cittadini non conosce ,non è informata.Ci viene presentata dal governo come la soluzione dei problemi,la soluzione finale, un prendere o lasciare, per il cambiamento, ma di che? .Ormai non è più tempo di favole.

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