fuori la sinistra dal PD

Pubblicato il da antonio sassano

Gli opportunisti valutano la momentanea convenienza, io criticherei le ingerenze della #CasaBianca anche se chiamasse alla lotta di classe.

Gli opportunisti valutano la momentanea convenienza, io criticherei le ingerenze della #CasaBianca anche se chiamasse alla lotta di classe.

Renzi vuole liberarsi di gran parte di quelli che vengono dalla storia del Pci e dei Ds. E ha saputo costruire le condizioni più propizie. Ora, chi gli si oppone sembra solo uno che non vuole cambiare, un conservatore, un ostruzionista. Peggio, un traditore.l capovolgimento della realtà è già compiuto: l’Italicum di Renzi non è mai stato la proposta del Pd, anzi è anni luce lontano dalle proposte del Pd, come del resto il Jobs Act, la riforma del Senato, la cosiddetta abolizione delle Province, lo Sblocca Italia… Nessuna di queste scelte faceva parte del programma elettorale di Italia Bene Comune, la coalizione fra Pd e Sel che su un programma ben diverso ha chiesto voti due anni fa, accaparrandosi il premio di maggioranza che ora consente a Renzi di spadroneggiare”.Ora i margini sono esauriti. Renzi non si fermerà, sa di giocarsi tutto il 4 dicembre. Non credete alle “aperture” sulla legge elettorale, dire che se ne riparla dopo il referendum è aria fritta. E non credete a chi dice che il governo non è in discussione: se vince il No, Renzi cadrà in 48 ore. Nell'ultima direzione del partito, nell’astio viscerale che ha condito la Direzione Pd, le parole più emozionanti le ha pronunciate Gianni Cuperlo. Se voterà No al referendum., come ormai sembra scontato, si dimetterà da deputato. Del resto, se vincerà il Sì, il 90% degli attuali parlamentari della minoranza Pd non saranno ricandidati.

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