l'utopia

Pubblicato il da antonio sassano

Un solco lungo un viso rigato di lacrime d'argento. Un sorriso a metà, a volte buffo a volte deluso. Pensieri, ricordi, memoria di chi aveva un sogno e l'ha smarrito nella notte ma continua a cercarlo. Una notte di quelle in cui si tirano le somme e si ricorda e si ride anche un po’, a rincorrere sogni e canzoni e ricostruire volti resi vaghi dal tempo, e occasioni lasciate, o perse con un filo di voce. Non è mai uguale l'animo dell'uomo. Non è mai prevedibile il viaggio della vita. Un marmoreo sguardo perso in paure ereditarie mentre intorno tutto appare finito,tradito, una intera vita spesa nell'idea di cambiare il mondo sembra ora essersi presa gioco sin dal mio essere nato. Che fatica vivere! Che fatica poter contare solo su se stessi. Essere soli e... sapere di esserlo. E' forse normale ? Non sò, mi fermo, taccio, rifletto. Non mi sento, non sono un uomo qualunque, sono sempre io, un uomo che sognava di vivere e che non si arrende, non si rassegna ne si unisce all'inno corale cantato da più voci sulla " fine delle ideologie " L'utopia è la, all'orizzonte. Mi avvicino di due passi, lei si allontana di due passi,faccio dieci passi e l'orizzonte si sposta di dieci passi. Per quanto possa camminare mai la raggiungerò. A cosa mi serve allora l'utopia ? Be, serve a questo : a camminare.

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