il paese

Pubblicato il da antonio sassano

​​E il paese ,dietro la porta del borgo la vecchia chiesa, intorno le stradine di sempre, immutabile, stagionato,addormentato. Solite facce ingrugnate, un po....un po scontate è un paese a cavallo tra il vecchio e il riflesso della modernità ,a volte un po selvatico che mi da qualcosa di niente ma che gli sto attaccato come un gatto randagio che ama solo il posto e del resto non gli frega un tubo. Piccolo e sconosciuto questo buco del mondo mi fa sentire a casa mia ,lontano dalla città ,dalla gente che va e viene senza posa, dai rumori delle macchine e il crepitare dei lavori per le strade di tutti i mezzi, vita che va e scorre veloce senza tregua. Qui la pace e il silenzio e il tempo scorre lento, più volte mi capita di restare solo per conto mio seduto su una panchina a riflettere sui miei tempi in quella piazza che mi ha visto crescere e mi ha accompagnato nei migliori anni della mia vita, a osservare la gente come una volta ,lontano da catene e da giudizi. Quando ci si ritrovava tutti al bar, ognuno con i suoi problemi ma con la voglia di cambiare il mondo, dissidenti, ribelli sempre ribelli. Ora gli anni son passati .ora i capelli sono sbiancati e mi ritrovo in qualche locale con la faccia di chi è li per caso, solo, con l'indelebile ricordo ma sempre uguale, salvo la gioventù.​​​

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