giovani e donne per cambiare

Pubblicato il da antonio sassano

giovani e donne per cambiare

Ci vuole coraggio e tanta volontà per costruire una squadra omogenea e convintamente motivata da candidare al governo del nostro piccolo comune, e tentare di favorire una svolta al nostro paese dopo la decennale esperienza dell'attuale giunta di centrodestra. Dopo dieci anni il fallimento politico e amministrativo è sotto gli occhi di tutti.In questi ultimi poi le cose paiono peggiorare non soltanto per il disastroso bilancio delle casse comunali di cui ne avremo da fare i conti nei prossimi trent'anni ma anche per la carenza e la disorganizzazione dei servizi, dell'ordine pubblico,della pulizia delle strade e il degrado dell'arredo urbano.Appare il nostro un paese abbandonato a se stesso, si respira un'aria pesante di rassegnata sfiducia dei cittadini ma anche degli stessi amministratori in cui traspare tutta la stanchezza di dieci anni di inconcludenze e di obiettivi mancati mascherati dalle pochissime cose portate a termine perchè ideate e finanziate dai predecessori.Della denuncia di tutto questo se ne sono fatti ampiamente carico i consiglieri di opposizione con un lavoro faticoso e costante in tutti questi anni. Ora siamo agli sgoccioli, in primavera si voterà e spero che questa volta non ripetano errori di dividerci come nel passato e che hanno fatto la fortuna della attuale amministrazione. Non c'è ragione di escludere una lista civica, possibilmente slegata dalle consuete logiche clientelari e territoriali. Ma attenzione alle ingenuità, la valorizzazione dei bisogni e la risoluzione dei conflitti locali non può risolversi con il clonare esperienze territoriali pur con attori diversi, altrimenti, una lista civica in sé e per sé non è meglio ne peggio di quello che combatte, con poca visione e senza radicamento concreto dal basso delle rivendicazioni effettuate, lacune persino nella pratica del normale'amministrare quotidiano. L'alternativa al blocco dell'attuale maggioranza non può essere un cartello che, come vestito di carnevale, unisce alla buona tutti i pezzi che sono rimasti sottovalutati e sotto rappresentati dal blocco costituito. Per questo credo ci sia bisogno di identificare persone degne e capaci di catalizzarsi su un programma possibile che tenga conto dell'uguaglianza dei concittadini nell'accesso ai servizi ,ai diritti , nella libertà dei rapporti umani, e poi mettere dei paletti ,via i sepolcri imbiancati, via quelli che finora non hanno combinato niente se non accaparrarsi qualche vantaggio ed elargire un po’ di demagogia. .Ciò che mi deludono un po sono i giovani che ancora delegano il loro futuro e sembrano incapaci di rischiare e guardare avanti in un paese che sembra non gli appartenga ,e le donne , pare che il nostro non è mai stato un paese per donne. Peccato, sono le categorie che potrebbero portare qualcosa di diverso sfatando finalmente l'idea che è proprio il diverso che fa paura.

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