sarebbe ora (3)

Pubblicato il da antonio sassano

sarebbe ora (3)

Recuperare dei luoghi che siano storici o meno, architettonicamente belli o come spesso brutti perchè abbandonati ,passa anche per una fattiva presenza di cittadini che dovrebbero viverci, passeggiare, instaurare relazioni proficue ,vivere la realtà possibilmente non a misura di automobile ma dei propri passi, del proprio camminare a partire dall'uscio di casa. Su questa possibilità una pubblica istituzione come il comune può fare molto e tutto il sistema ne avrebbe sicuramente un vantaggio.Per rivitalizzare i piccoli paesi i loro piccoli centri storici c'è bisogno di ripristinare le brutture edilizie di questi ultimi decenni, le vecchie case fatiscenti e disabitate, rimuovere il "grigio" che caratterizza piazze strade. Sono convinto, si può fare anche da noi così come è stato possibile in altri comuni, serve la volontà e la determinazione e poi la conoscenza e le leggi che pure ci sono.Altra cosa importantissima per rivitalizzare i piccoli comuni e i loro centri storici è la salvaguardia dei piccoli negozi e delle piccole botteghe che ci sono o ritornare ad esse. Ogni serranda che chiude definitivamente è un pezzo di vita comunitaria , di storia del luogo che finisce.Certo pensare che piccoli negozi possano resistere alla concorrenza dei prezzi che offrono i centri commerciali è cosa assai ardua e tuttavia credo che ci possano essere modi per resistere alla concorrenza.Anche un Municipio attento a questi problemi può adoperarsi ad arginare l'agonia dei piccoli negozi o botteghe con degli sconti o rimborsi delle tasse comunali alle attività del piccolo commercio.Rendere possibile il mantenimento di queste attività nei piccoli centri, nelle piazze, nelle strade di paese è un ritorno importante per la stessa vita dei residenti, la piccola bottega di generi alimentari, il negozio del calzolaio,il bar dove un caffè o un bicchiere di vino uno può star lì seduto a un tavolo e parlare, o giocare a carte o leggere il giornale per una o due ore o mezza giornata… E’ possibile immaginare persone, “operatori” del commercio o del piccolo artigianato che “decidono” di guadagnare meno, di accontentarsi di meno, ma di poter svolgere un’attività che non ha l’angoscia costante, quotidiana, della competitività ma a questi bisognerebbe garantire costi di gestione bassi, molto bassi, che così permettono sì di guadagnare magari poco, ma avere poche spese fisse, così da poter lo stesso avere un reddito? Costi bassi significa affitti abbordabili e poche tasse, un’esenzione totale a chi decide di voler guadagnare poco e, di fatto, permette di mantenere vitale un luogo con la sua presenza, con la sua attività.E' vero che ognuno è libero di fare la spesa dove meglio crede, sia nel negozietto sotto casa che negli ipermercati, però facciamo bene una cosiderazione, se io spendo nel negozio sotto casa, questo a suo tempo mi ridarà indietro parte di quello che ho speso da lui, in quanto farà dei lavori con operai locali spenderà dei soldi in un modo o in un altro nella zona in cui vive creando ricchezza per altri.
Quando spendi i soldi in un ipermercato, questo normalmente non è neanche ITALIANO, sfrutta gli operai con contratti che non gli danno nessuna garanzia di futuro, e non appena ha finito di pagare i soldi sono già arrivati all'estero, lasciando in loco solo povertà che aumenta.

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