rimprovero

Pubblicato il da antonio sassano

Le quattro del mattino, tutto sembra in silenzio, solo quell'uccellaccio notturno non identificato gracchia sull’albero di fronte a casa mia, per anni ho cercato di capire che genere di pennuto fosse, lancia delle urla strazianti, ogni notte finchè non albeggia. Mi sono svegliato con una gran voglia di fumare e non mi da gusto se prima non ingerisco una qualsiasi cosa.Non faccio mai spuntini notturni, per il vero se potessi eviterei proprio di mangiare la sera. Mi alzo dal letto senza accendere la luce , mia madre dorme , entro in cucina e faccio per aprire il- frigo con le idee poco chiare su cosa mangiare, penso che prenderò un pezzo di cioccolato . Mi sento la testa vuota, liquida, come se ci fosse una palude nella mia scatola cranica, tutto ciò che penso affonda per lasciare spazio ad altro pensiero, e un'altro ancora mentre resto immobile davanti al frigorifero con la mano appoggiata alla maniglia. Sento qualcosa ,una presenza, un respiro. Mio padre seduto sulla poltrona è li che mi fissa con uno sguardo severo. Comincio a tremare, mi manca il respiro ma non ho paura , solo non capisco , temo pittosto della mia tenuta mentale. Lui se ne accorge, mi parla : Io lo so che tu non credi che ci sia qualcosa dopo la morte, pensi che io non abbia seguito il percorso della tua vita, ti sbagli, sono quì apposta per dirti quello che penso di te e di ciò che ho visto, poi toccherà ai tuoi fratelli. Sembra davvero incazzato, non ho ricordi di lui arrabbiato e questa cosa rende la faccenda ancora più spaventosa di quanto gia non lo sia di per sè. - Papà mi sei mancato tanto, te ne sei andato così presto, non hai idea di quanto io abbia sofferto la tua mancanza. Vado a svegliare mamma, sarà contenta di rivederti,parlare un pò. - Tua madre non mi vedrebbe, vedrebbe te che parli con il frigo e penserebbe che ti droghi ancora, e comunque non sono quì per parlare con lei, è per te che sono quì e ora mi ascolti. Hai sofferto la mia assenza, ed è per questo che sei un fallito, non puoi comprendere lo strazio che è stato osservare la tua vita giorno dopo giorno per tutti questi anni, vedere che non combini nulla di buono, guardare tua madre che patisce per questo suo figlio senza alcuna prospettiva, i tuoi amici di infanzia hanno tutti costruito qualche cosa, tu sei fermo al palo, gli anni passano e io credo che tu ci marcirai attaccato a quel palo. –Papà, io credo che.. - Taci, ventisette anni senza padre e ora che ti parla lo interrompi? A te importava solo di farti del male dalla mattina alla sera, a cosa ti ha portato tutto questo, ti ha portato ad essere quello che sei: una nullità. Perchè non hai una relazione seria, te lo sei mai chiesto? Rispondi.– Non lo so, io credo che sia per il mio aspetto, non sono un Adone e viviamo in un’epoca che vive di immagine .– Ti sbagli non è per quello, ma tu sai che vede una donna quando ti guarda, te lo sei mai chiesto,nessuna ti chiede la luna figlio mio, ma tu non sei in grado nemmeno di mostrare un mappamondo. – Pà, questo rimprovero mi fa male. - Lo vedo, sei sbiadito, ma io non posso fare altro che metterti di fronte alla realtà dei fatti, forse avresti avuto bisogno di tante paternali come questa, quello che ti è mancato, forse, è stato un confronto con una figura forte, forse mi avresti anche odiato, ma ora saresti un uomo. - La mia prima paternale di tutta la vita - penso a voce alta, intanto sento la voce di mia madre ,mi scuote e mi sveglia - Di che paternale parli?

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