questo nostro tempo

Pubblicato il da antonio sassano

questo nostro tempo



Questo nostro tempo che tanto di bello e di nuovo ci da, che ci unisce superando barriere, spazi e distanze fisiche, ci costringe a vivere in diretta barbarie indescrivibili di un popolo che non fa ombre, che non produce rumori, evanescente e che sfugge ad ogni definizione e non si riesce a vederlo mai distintamente.A migliaia compaiono quasi ogni sera sui telegiornali, con gli occhi rossi e lo sguardo perso ,popolo di rifugiati, profughi che arrivano dalle coste, ma non si sa di quale paese.Dalla Libia o forse dal Marocco, molti dicono dalla Turchia, vallo a sapere. Di sicuro è un popolo numeroso, sempre tantissimi ,forse milioni, quanti esattamente non lo sapremo mai. Sembrano Somali, sembra, oppure Etiopi,o Siriani , Pachistani Cinegalesi, e chi lo sa.Muoiono a dieci, cento, mille per volta nelle loro traversate nel Mediterraneo,il numero non è certo, non ci sono prove, con loro gli zeri non hanno importanza, schivi, preferiscono sparire nelle profondità del mare pur di sfuggire alle guerre, alla disperazione alla fame, spesso la loro morte non produce cadaveri.Quando il corpo c'è, a volte succede, è senza documenti : Avrà vent'anni, no almeno trenta ; secondo te da dove viene? Bho, forse è parente di quelli laggiù.Mah !

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