non ci voleva poi molto

Pubblicato il da antonio sassano

Non c’è niente di male, si dice, nello starsene immobili cercando di non cambiare una virgola di quello che siamo.E' una Domenica pomeriggio della prima settimana di Ottobre, i ragazzi stanno seduti, qualcuno scomposto, e quasi non parlano mentre con le facce lunghe si mostrano annoiati, o fingono di essere stanchi, svogliati, senza neppure la forza di parlare di un argomento diverso dalle solite stupidaggini. Il barista scuote la testa quando getta un'occhiata verso di loro in quell'angolo della saletta, e prosegue a sistemare tazze e bicchieri.Qualcuno sembra insofferente, starsene li a perdere tempo in questa maniera ma forse il senso di appartenenza a quel gruppo fa in modo che proprio in quell’esatto momento in cui il suo pensiero è così negativo, lui si alzi, si scuota, dica: dobbiamo assolutamente fare qualcosa, ragazzi. Gli altri lo guardano, lo valutano, poi lentamente, quasi rispondendo al richiamo ma per una specie di inerzia, iniziano ad alzarsi dalle sedie di plastica. Fuori comincia ad imbrunire,la giornata non è niente di speciale, nella piazza ci sono ormai tutte le luci accese,nelle panchine si incrociano ancora alcuni anziani in procinto di rincasare ,oltre la strada a pochi isolati la campagna aperta.Ancora il ragazzo quasi gridando :Dobbiamo trovare uno scopo che ci porti fuori da questa palude. Ci sarà pure qualcosa che ci fa schifo, contro la quale scagliarsi con tutte le forze che abbiamo. Dobbiamo scovare l'elemento che ci renda degli attori, dei personaggi della commedia, invece di subire tutto in questo stupido modo. Alcuni ridono, qualcuno accenna di sì con la testa, ma nessuno sa neppure vagamente dove quei discorsi possono andare a parare. Poi uno dice che è la politica la cosa peggiore di tutte, e gli altri dicono subito che è vero, che è così, e mentre molti sembrano essere d'accordo, lui dice soltanto che quello che devono fare adesso è inventarsi una semplice corrente d'opinione che faccia diventare vecchio e sorpassato quasi tutto il resto. Una manifeso, ecco quel che ci vuole, dice qualcuno. Scuotere questo paese senza spina dorsale,pochi ma veri punti di programma fattibili e chiari a cui impegnarsi e convincere la gente a seguirci, altro che correre dietro a un ideale, questa è la strategia.Un paio di ragazzi si fa venire qualche altra idea, alcuni poi aggiungono qualcosa, e la data sembra già fissata: tutti in quel giorno deciso dovranno semplicemente stilare un manifesto di intenti per far partire questa nuova avventura.Dovremo dire qualcosa di forte, di estremamente spiazzante, che lasci di stucco anche chi, per evidente disinteresse, persino in un’occasione del genere non ha saputo far altro che restarsene a casa propria .E’ il sindaco il problema, dice lui, e gli altri scuotono la testa in segno di approvazione. Dobbiamo batterlo a tutti i costi alle prossime elezzioni, ma il nostro obiettivo non è solo questo, bisogna pensare a noi, al nostro paese, al bene comune,alla nostra sicurezza ,al nostro futuro, uscire da questa specie di eutanasia questo paese una volta era vivo e deve tornare a vivere. Si cercano le parole giuste, le frasi più adatte, si pensa ai manifesti da approntare, le idee da portare tra la gente. Si annota tutto ciò che viene detto: qualsiasi idea nei giorni seguenti dovrà essere valutata con attenzione, ed intanto i ragazzi sembrano come elettrizzati, sono sicuri che in futuro potranno tenere in pugno le cose, dare una svolta decisa alla vita monotona del nostro paese. Infine finiscono le loro birre e poi se ne vanno, ognuno a casa propria. L’appuntamento è per il giorno seguente: serviranno altre idee, e anche sostegno, condivisione, accordi con tutti. Lui è soddisfatto: qualcosa si sta muovendo qua attorno, pensa; in fondo non ci voleva poi molto.

Con tag politica

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:

Commenta il post