non resta che prenderne atto

Pubblicato il da antonio sassano

Per uno come me che viene da una storia di sinistra, che ha militato nel PCI e che ha seguito tutto il processo di trasformazione di quel partito fino alla realizzazione del ​ PD appare in'evitabile vedere in Renzi la pietra dello scandalo , anche se a mio avviso in questo quadro costituisce soltanto l'emblema di un processo che sta arrivando a compimento. Il problema non è lui, lui è solo la punta di diamante dello schieramento che sta accingendosi a " chiudere i conti " con il proletariato. Il problema è il PD preso nel suo insieme, il problema è di comprendere e denunciare il ruolo e tutte le conseguenze negative che ha assunto. Se la responsabilità politica di Renzi in questa fase è grande, non lo è invece nelle scelte strategiche che hanno portato il PD all'infausta posizione alla quale sta approdando.Renzi ha solo scoperchiato le pentole, appunto. Quel che è da vedere è la convergenza strategica tra Renzi e " la sinistra " PD ,cioè il fatto che Renziani e Bersaniani condividono l'orizzonte strategico in cui il partito opera. Le differenze tra loro ,che a volte danno luogo a parole forti che rimangono parole, sono solo un dettaglio, oppure ispirati alla necessità di accomodare rapporti interni e non di imprimere una svolta alle scelte politiche. Salvo qualche personaggio isolato, gli oppositori si muovono per lo più guidati dalla necessità di moderare gli eccessi di Renzi, timorosi per la radicalità delle scelte operate " radicalità quasi sempre anti operaia " possa provocare una rottura con le masse ed eventuali moti di rivolta. Lo stesso problema che si è posto durante il ventennio Berlusconiano anche il vecchio PDS : il partito non era radicalmente contrario alle iniziative del governo Berlusconi, intendeva si procedesse senza scoprire troppo la tendenza di fondo. Tant'è che più di alzare la mano per votare contro " quando proprio non ne poteva fare a meno " non si azzardava. Renzi è stato messo li dove si trova per interessamento dei Marchionne , certo, ma ha potuto arrivarci perchè il partito era pronto ad accoglierlo, era pronto a questa svolta. Un partito che non vedeva l'ora di smettere di accapigliarsi con gli avversari berlusconiani per vedere in questo modo garantita la sua presenza permanente al centro delle istituzioni. Ma questo come dicevo è solo l'opinione di uno come me che ha ancora una visione forse vecchia, o forse nostalgica della sinistra e del suo significato. Non mi resta che prenderne atto e comportarmi di conseguenza.

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