la "classe"

Pubblicato il da antonio sassano

la  "classe"

Avevamo la speranza di fare dei soggetti che soffrono la classe portante e salvatrice del genere umano. Oggi la classe " il proletariato " si trova destituito, imborghesito proprio nell'immaginario della sofferenza sociale, dei disoccupati, dei precari e inattivi ,migranti, quasi a relegare il termine proletario ai soli mendicanti. Intanto chi domina esulta per questo cambiamento, ora i poveri non mettono più in discussione il dominio, finita la concezione rivoluzionaria di​ giustizia sociale torna prepotentemente il modello conservatore di assistenza. Eppure la povertà è una delle battaglie di rilievo, anzi la prima che il socialismo e la sinistra più in generale dovrebbe affrontare. Una sfida che invece per le scarse risorse, per l'esistenza di una borghesia poco o per nulla illuminata , e per l'incapacità della politica e tutto il sistema di collusione e corruzione che ha contribuito a creare, pone ormai in collisione il mondo dei diseredati con quello dei lavoratori e del ceto medio. Anche l'attuale governo che pure è di centrosinistra ,non riesce " o non vuole " ad andare oltre , complice l'uso asservito di larga parte dei media, al contrario di ciò che in tanti si aspettavano, con la sua azione contribuisce alla fine di quel patto tra popolo , borghesia illuminata e intellettualità che per decenni bene o male ressero il sistema. Uno scontro che inevitabilmente finisce per chiedere rappresentanza ai vari populismi che se non altro, consentono di mantenere le cose acquisite ,e di lottare contro le minacce esterne ,che agli occhi dei senza niente ,sono avvertite come una delle cause che nella crisi non fanno che aumentare il disagio e la fine del lavoro che non c'è.

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