ibonitore della parola

Pubblicato il da antonio sassano

Lo spettacolo offerto dal parlamento in questi giorni, grida, insulti, facce imbufalite, le stesse facce che fanno imbufalire noi, quando in TV rilasciano dichiarazioni così sfacciatamente ipocrite e indisponenti, e votano leggi sempre più dissanguanti per la gente e sempre più tutelanti per la casta, le stesse persone che non rinunciavano ad un centesimo del loro stipendio mentre in tutta Italia venivano imposti sacrifici rovinosi, non ha prezzo. Renzi sarebbe capace di fare miracoli per accrescere l'ingordigia autocratica di un plotone di dissennati che ha deciso di sparare ad altezza d'uomo. Intanto parla, parla, annuncia, ora ha smesso l'aria da bimbo stupito cui un hanno tentato di rubare il giocattolo e s'è rifatto un'aria da bonaccione furbo che mangia tutti i giorni pane e faina. Pare tutto studiato nei movimenti mentre sfila in mezzo ad un corteo di adulatori che, se l'avessero incrociato prima di divenire premier, come minimo l'avrebbero insultato per la sua boria ossessiva e l'avrebbero scaraventato in Arno a lavare i suoi cenci da imbonitore della parola. Ora che si è proclamato novello dittatore, giustamente tiranneggia e minaccia e fa la faccia scura perchè ha realizzato il sogno della sua vita : uscire dai confini stretti di Firenze, fare la marcetta su Roma, stringere mani quando non gliene importa nulla, mettersi in posa con i Grandi della Terra e ridere degli Italiani che pagano le tasse, mentre la loro amata patria va a rotoli e rotoli milionari di banconote vanno spartiti da tutti troppi disonesti che dicono di essere sempre sicuri che la giustizia prevarrà, quando vengono raggiunti da in'utili avvisi di garanzia. Ieri, Brunetta il capogruppo di F.I. dall'alto del suo scranno ,come un rè di spade ha detto una cosa sensata : - se cade il governo se ne fa un'altro -. Ma oggi la democrazia ha preso le sembianze di una tirannia e si pronuncia un diktat minaccioso che fa ridere gli Italiani, ma fa tremare Renzi terrorizzato dalla possibilità di tornare ad essere il signor nessuno

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