insofferenti

Pubblicato il da antonio sassano

insofferenti

Non siamo ne stupidi ne ancora stupidi : siamo insofferenti, e lo siamo soprattutto con quelli che si schierano dalla nostra parte, con quelli che dicono di condividere un comune percorso a sinistra. Si tratta di persone e personalità di grande calibro e spessore, non certo di mezze tacche , e sono in gioco interessi pubblici e privati, sociali e professionali molto più grandi di quanto si possa immaginare eppure non riusciamo a condividerli e a distinguerli , quegli interessi che dovrebbero essere anche i nostri non riusciamo neanche lontanamente a sentirli anche nostri. In un momento storico come quello che stiamo vivendo, governato da un imbarbarimento del dialogo sociale e del conflitto politico, le forze che stanno al potere populistico e mediatico hanno stabilito che non esistono più una destra e una sinistra o , per meglio dire non può esistere una sinistra oppositiva ma solamente collaborativa. Non possiamo dire che i ricchi la fanno sempre franca perchè ci accuserebbero di essere dei vetero-comunisti ; non possiamo dire che il premier è un qualunquista populista e demagogico perchè ci accuserebbero di essere comunisti ; siamo derisi ecommiserati, emarginati e svuotati, e così le nostre valutazioni ideologiche e culturali, pragmatiche e strategiche, vengono ritenute smanie e sfoghi caratteriali, opinioni da piccoli borghesi in pantofole davanti al televisore. Le nostre più che critiche, paiono rimostranze dettate da un'infelice invidia, da una malevola gelosia. No non ce l'ho con Renzi e con la sua cricca arrivata in modo piuttosto discutibile al governo del paese , ma con quei deputati che sono stati eletti nel PD che diceva altre cose e che oggi si sono convertiti al renzismo. Gli stessi che hanno votato vere e proprio controriforme in materia di lavoro, che vogliono cambiare la Costituzione a colpi di maggioranza e si apprestano a votare la nuova legge elettorale truffa. Mi chiedo se si può ancora definire democratica una repubblica nella quale la suprema istituzione è eletta da una assemblea scelta con una legge dichiarata incostituzionale e costituita da persone comandate da trè cittadini, due dei quali non eletti e il terzo condannato per reati comuni. Mi chiedo se può ancora definirsi di sinistra un partito come il PD, e se sono ancora credibili quelli che si definiscono minoranza all'interno del partito e che poi approvano e votano tutto quello che vuole Renzi girando le spalle a milioni di elettori che a quel partito hanno creduto e che oggi pare non voglia rappresentarli più.

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